Qual è la vostra unica consolazione?

catechismo di heidelbergDi Kim Rid­dle­berg­er

Di tut­ti i cat­e­chis­mi del­l’e­poca del­la Rifor­ma, forse nes­suno è così ama­to come il Cat­e­chis­mo di Hei­del­berg. Nel­la doman­da e nel­la rispos­ta di aper­tu­ra, il tono per­son­ale e dis­tin­ti­vo del cat­e­chis­mo diven­ta evi­dente: “Qual è la vos­tra uni­ca con­so­lazione nel­la vita e nel­la morte?” Ques­ta non è una ques­tione teor­i­ca – “Che cosa sarebbe nec­es­sario se Dio con­so­lasse i pec­ca­tori?” Piut­tosto, si trat­ta di una ques­tione molto prat­i­ca – “Come pos­so avere la con­so­lazione finché sono in vita e poi quan­do morirò?”

La paro­la chi­ave del­la doman­da d’apertura è la con­so­lazione (in tedesco, trost). La paro­la si riferisce alla nos­tra sicurez­za e fidu­cia nell’opera com­ple­ta di Cristo. Ques­ta con­so­lazione si estende a tut­ta la vita e anche all’ora del­la morte. Così come uno degli autori del cat­e­chis­mo (Zachar­ius Ursi­no) la pre­sen­ta nel suo com­men­to al cat­e­chis­mo, la con­so­lazione com­por­ta: “la sicurez­za del­la lib­era remis­sione del pec­ca­to e del­la ric­on­cil­i­azione con Dio da e per Cristo, e una sper­an­za cer­ta di vita eter­na, impres­sa nel cuore dal­lo Spir­i­to San­to per mez­zo del Van­ge­lo, così che non abbi­amo dub­bi sul fat­to che noi siamo sal­vati per sem­pre, sec­on­do la dichiarazione dell’apostolo Pao­lo: “Chi ci sep­a­r­erà dal­l’amore di Cristo?” Con­sid­er­ate che il cat­e­chis­mo par­la del­la nos­tra “uni­ca” con­so­lazione. Non vi sono altre con­so­lazioni e garanzie sim­ili da ritrovare al di fuori di Cristo.

Nel rispon­dere alla doman­da di aper­tu­ra, il Cat­e­chis­mo affer­ma che “io, con ani­ma e cor­po, nel­la vita e nel­la morte”, avrò ques­ta con­so­lazione. In ques­ta parafrasi di Romani 14:7–8, ci viene ricorda­to che la cura di Dio per noi si estende lun­go tut­to il cor­so del­la nos­tra vita. Cristo ha can­cel­la­to la maledi­zione, vi è certez­za di salvez­za in ques­ta vita e di risur­rezione dei nos­tri cor­pi alla fine del mon­do (vedi Q e A 57–58). Ques­ta con­sapev­olez­za ci con­so­la ora e ci prepara per qual­si­asi cosa ci atten­da.

La nos­tra con­so­lazione deri­va dal fat­to che “Non sono mio”. Queste parole sono trat­te da 1 Cor­inzi 6:19–20: “Voi non appartenete a voi stes­si, poiché fos­te com­prati a caro prez­zo. Glo­rifi­cate dunque Dio nel vostro cor­po.” Noi siamo di Cristo, ed Egli farà di noi ciò che Egli vuole. Ques­ta con­so­lazione si basa sul fat­to che Dio è sovra­no e ha il potere di fare ciò che Egli ha promes­so.

Questo fat­to stra­or­di­nario è ulte­ri­or­mente pre­cisato nel­la parte suc­ces­si­va del­la rispos­ta. “Ma [io] apparten­go al mio fedele Sal­va­tore Gesù Cristo.” Il cat­e­chis­mo ci dirige dal­la nos­tra fede (il sogget­ti­vo) all’obbe­dien­za di Cristo – il mio “fedele” Sal­va­tore (l’ogget­ti­vo). Cristo ha real­iz­za­to ogni gius­tizia ed è mor­to per i nos­tri pec­ca­ti sul­la croce, per me. Le speci­fiche dell’obbedienza di Cristo sono spie­gate in det­taglio nel­la parte suc­ces­si­va del­la rispos­ta: “Colui che col suo prezioso sangue.” Queste parole proven­gono da 1 Pietro 1:18–19: “…sapen­do che non con cose cor­rut­tibili, con argen­to o con oro, siete sta­ti riscat­tati dal vano modo di vivere tra­manda­tovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quel­lo di un agnel­lo sen­za difet­to e sen­za mac­chia.” La morte di Cristo è l’u­ni­co mez­zo attra­ver­so il quale la col­pa del pec­ca­to dell’uomo può essere rimossa (espi­azione) e l’i­ra di Dio scon­giu­ra­ta (propiziazione). Il Cat­e­chis­mo ci ricor­da che il ter­reno del­la nos­tra salvez­za è l’opera che Cristo ha com­pi­u­to per noi, non la nos­tra fede o le nos­tre opere buone.

Quin­di, la pri­ma rispos­ta del cat­e­chis­mo ci dice che la morte di Gesù è al cen­tro di ques­ta salvez­za promes­sa per­ché Egli “ha paga­to pien­amente per tut­ti i miei pec­ca­ti.” La morte di Cristo da sola ripa­ga la gius­tizia di Dio san­to (Rm 3:21–26). Nes­suna opera umana o cer­i­mo­nia reli­giosa può fare questo. Non solo, ma la Sua morte “mi ha reden­to da tut­to il potere del diavo­lo.” Ques­ta è un’eco di Gio­van­ni 3:8: “La ragione per la quale il Figlio di Dio è appar­so era dis­trug­gere le opere del diavo­lo.” Satana è sta­to scac­cia­to dal cielo in modo che egli non pos­sa più accusar­ci dinanzi alla corte celeste. La vit­to­ria di Cristo su di lui è evi­dente sul­la croce (Col 2:13–15).

Il cat­e­chis­mo affer­ma poi la ver­ità preziosa che anche la nos­tra certez­za di salvez­za e la nos­tra per­se­ver­an­za nel­la fede sono opera di Cristo. “[Cristo] mi cus­todisce in modo che, sen­za la volon­tà del Padre mio che è nei cieli, nep­pure un capel­lo pos­sa cadere dal­la mia tes­ta.” Questo è trat­to da Mat­teo 10:29–30: “Due passeri non si ven­don essi per un sol­do? Eppure non ne cade uno solo in ter­ra sen­za il vol­ere del Padre vostro. Ma quant’è a voi, perfi­no i capel­li del vostro capo son tut­ti con­tati.” Per avere la con­so­lazione promes­sa nel Van­ge­lo, ho bisog­no di sapere che la cura sovrana di Dio si estende su tut­ti gli aspet­ti del­la mia vita. Non mi accade nul­la al di fuori del­la volon­tà di Dio. Infat­ti, “tutte le cose devono coop­er­are per la mia salvez­za” (cfr. Rm 8:28). Dio ha ordi­na­to tutte le cose. Egli ci red­ime dal pec­ca­to. E alla fine, Dio vol­gerà tut­to per il mio bene.

Infine, si apprende che ques­ta con­so­lazione diven­ta mia per opera del­lo Spir­i­to San­to. “Per­tan­to, dal suo San­to Spir­i­to, Egli mi assi­cu­ra anche la vita eter­na.” Lo Spir­i­to San­to rende tes­ti­mo­ni­an­za alla ver­ità del­la Paro­la di Dio e con­fer­ma la promes­sa fat­ta a me da Dio che è lui che salverà tut­ti col­oro che cre­dono in Cristo. Questo stes­so Spir­i­to inte­ri­ore “mi rende sin­ce­ra­mente volen­teroso e pron­to da ora in poi a vivere per Lui.” È Dio che vedrà il Suo buon oper­a­to fino alla fine. Ciò che mi gius­ti­fi­ca inoltre mi san­tifi­ca. Colui che ha inizia­to un’opera buona in me la vedrà fino alla fine.

Sapere queste cose, mi dà una con­so­lazione indi­ci­bile nel­la vita e nel­la morte.

 

Fonte: http://it.gospeltranslations.org/wiki/Qual_%C3%A8_la_vostra_unica_consolazione%3F