Pensare in modo biblico quando si tratta di preoccupazioni

si tratta di preoccupazioniDi Tedd Tripp

Sal­ly si pre­oc­cu­pa per i bam­bi­ni tut­to il giorno, anche quan­do sono a scuo­la. Jed sem­bra non scred­itare mai l’onere delle sue finanze. Lin­da teme di non sposar­si mai. Sarah teme il dolore di invec­chiare. Fred si proc­cu­pa costan­te­mente di quel­lo che la gente pen­sa di lui. Ben­ji teme di non far parte del­la squadra. Mary non riesce a lib­er­ar­si dal­la pre­oc­cu­pazione per il suo peso. Cindy ha pas­sato tante not­ti inson­ni pre­oc­cu­pan­dosi per la sua relazione con Brad. Jared, essendo all’ul­ti­mo anno di col­lege, è nel pan­i­co pen­san­do a quel­lo che accadrà dopo. Jaque­line ammette di essere un po’ ger­mo­fo­bi­ca. Ben evi­ta i luoghi affol­lati ma non vuole che nes­suno lo sap­pia. Sharon ha pau­ra che Dio non la ami, ma non ne par­la molto. Ron è con­sapev­ole del fat­to di aver spre­ca­to trop­po tem­po a pre­oc­cu­par­si di perdere il lavoro, ma non riesce a farne a meno. Dina è così pre­oc­cu­pa­ta per i suoi figli, ormai in età adul­ta, che teme di far­li allon­tanare da lei a causa delle fre­quen­ti chia­mate. Pete ha avu­to suc­ces­so in sem­i­nario, ma le sue prediche sono sem­pre accom­pa­g­nate dal­l’an­sia. Gre­ta si pre­oc­cu­pa di quel­lo che i suoi com­pag­ni di classe pen­sano di lei più di quan­to si pre­oc­cu­pi per i suoi voti. Josh si pre­oc­cu­pa ogni vol­ta gli viene det­to che il capo vuole ved­er­lo.

Pre­oc­cu­pazione – è davvero dap­per­tut­to. Forse è la sola espe­rien­za che tut­ti noi abbi­amo in comune. Pen­sate alle per­sone in alto, han­no due cose in comune: sono tut­ti dei cre­den­ti pro­fes­san­ti e han­no tut­ti dif­fi­coltà con la pre­oc­cu­pazione. E voi invece? Quan­to il pre­oc­cu­par­si è parte delle vostre gior­nate? Quan­to le pre­oc­cu­pazioni influen­zano ciò che fate e ciò che non fate? Come inter­agisce la pre­oc­cu­pazione con la fede che tan­to vi sta a cuore? È pos­si­bile che essa influen­zi la vos­tra vita più di quan­to pen­si­ate?

Forse la pre­oc­cu­pazione è uno degli sporchi seg­reti del­la chiesa. Forse ci rende timi­di, pas­sivi e dub­biosi quan­do la nos­tra teolo­gia ci dice che abbi­amo ogni ragione per essere cor­ag­giosi, attivi e sicuri di noi. È pos­si­bile che molti di noi vivano tra la con­fi­den­za teo­log­i­ca che cele­bri­amo ogni domeni­ca e la pau­ra, pre­oc­cu­pazione e l’an­sia che ci accom­pa­g­nano il resto del­la set­ti­mana? Per­ché così tan­ti di noi si pre­oc­cu­pano così tan­to? Per­ché non sper­i­men­ti­amo la cal­ma che il Van­ge­lo dovrebbe offrir­ci? Per­ché pas­si­amo not­ti in bian­co, giorni irri­tabili e sen­ti­amo il ner­voso den­tro di noi. Per­ché la pre­oc­cu­pazione entra così spes­so nelle nos­tre vite?

La pre­oc­cu­pazione e il mon­do cadu­to

Forse la rispos­ta alle domande che vi ho pos­to è “Pao­lo, mi pre­oc­cupo per­ché vivo in un mon­do cadu­to in dis­grazia!”. È vero che il mon­do in cui vivi­amo non fun­ziona come il Cre­atore ave­va pre­vis­to. Per questo, vivi­amo in un mon­do dove ingan­no, peri­co­lo e delu­sione fan­no parte del­la realtà. La Bib­bia è abbas­tan­za ones­ta nel descri­vere quan­to sfas­ci­a­to sia questo mon­do. Ci sono cose in questo mon­do che dovreste temere. Cose che dovreb­bero atti­rare la vos­tra atten­zione e farvi pre­oc­cu­pare. Ci sono cose che dovreste miglio­rare in modo da pro­teggere i vostri cari e far­gliele evitare. Dovreste vivere sag­gia­mente e vig­ili. Vivere con le reali aspet­ta­tive che la com­pren­sione bib­li­ca del­la cadu­ta del nos­tro mon­do for­nisce è una cosa respon­s­abile e div­ina da fare. Non dovete essere naif. Ques­ta parte del par­adiso, dovete sem­pre ricor­dare che lo shalom(pace e integrità) che il Cre­atore ha cre­ato, è sta­to dis­trut­to. Ogni giorno, in qualche modo, la rot­tura del vostro mon­do vi opprimerà. E sarà così fin­tan­to che non rag­giun­gerete l’al­tra riva.

Ma è nec­es­sario fare un’im­por­tante dis­tinzione tra guardare la vita attra­ver­so le oneste lenti delle Scrit­ture e vivere una vita di pic­cole – e non pro­prio pic­cole – pre­oc­cu­pazioni. Nel­la Bib­bia siamo con­frontati con la realtà che, nelle situ­azioni in cui il popo­lo di Dio sper­i­men­ta­va alcune delle più dure realtà del­la vita in un mon­do cadu­to in dis­grazia, sper­i­men­ta­va, con­tem­po­ranea­mente, la migliore cal­ma del­l’an­i­ma di cui la Bib­bia par­la. Las­ci­ate che vi for­nisca un esem­pio.

I sal­mi 3 e 4 sono sal­mi del mat­ti­no e del­la sera, scrit­ti quan­do Davide sta­va fuggen­do per sal­var­si la vita da col­oro i quali vol­e­vano impos­ses­sar­si del suo trono. Conoscete il segui­to. Era suo figlio Absa­lom che vol­e­va il trono del padre. Ave­va già con­quis­ta­to i cuori del popo­lo di Israele e ora cer­ca­va di con­quistare il reg­no. Davide sape­va di cosa si trat­ta­va: monar­chia. Affinché il figlio sal­ga sul trono per­ma­nen­te­mente al pos­to di suo padre, quest’ul­ti­mo deve morire. Quin­di, Davide fugge per sal­var­si la vita con un pic­co­lo grup­po di uomi­ni leali e si nasconde un una grot­ta. Forse non ci sono altre sto­rie così struggen­ti nelle Scrit­ture: il pec­ca­to dis­trugge una famiglia, ne segue una som­mossa e, forse, la morte. In ques­ta sto­ria, vedete il peg­gior momen­to del mon­do cadu­to in dis­grazia. Ma in questo momen­to, Davide non è par­al­iz­za­to dal pan­i­co. Non è guida­to dal­la pre­oc­cu­pazione. Non è incan­ta­to dai “e se …”. No, Davide è notevol­mente rilas­sato. Date un’oc­chi­a­ta a ciò che ha scrit­to nel­la grot­ta: “In pace mi cori­co e subito mi addor­men­to, per­ché Tu solo, Sig­nore, fiducioso mi fai riposare.”(Salmo 4,9). Davide sta sper­i­men­tan­do la più grande delu­sione e il più grande peri­co­lo in questo mon­do, ma non è pre­so dal­l’an­sia. Il suo cuore è cal­mo e il suo cor­po è in gra­do di dormire, pur trovan­dosi in una situ­azione che spezzerebbe il cuore di ogni padre.

La sto­ria di Davide e il suo salmo ci con­frontano con qual­cosa d’im­por­tante. È quel­lo di cui trat­ter­e­mo nel resto di questo arti­co­lo. Ecco di cosa si trat­ta: Le dif­fi­coltà del­la vita in questo mon­do cadu­to in dis­grazia sono moti­vo di pre­oc­cu­pazione, ma non ne sono la causa. Per capirne la causa, dovete guardare più a fon­do. Davide si trova­va in una cir­costan­za che avrebbe potu­to essere moti­vo di grande pre­oc­cu­pazione, eppure non era irri­tabile o ansioso. La sua cal­ma ci mostra dove l’aiu­to per le nos­tre pre­oc­cu­pazione può essere trova­to. La pre­oc­cu­pazione non è causa­ta da ciò che esiste fuori di noi. No, la pre­oc­cu­pazione è causa­ta da ciò che esiste den­tro di noi.

Mon­di rin­sec­chi­ti e pre­oc­cu­pazione

Per capire per­ché noi cris­tiani ten­di­amo a pre­oc­cu­par­ci più di quan­to si dovrebbe nonos­tante la nos­tra teolo­gia del­la vita quo­tid­i­ana, vi porterò a fare un tour bib­li­co. Vor­rei iniziare con due ver­set­ti che offrono una stu­pen­da visione su cosa il pec­ca­to fa a ognuno di noi. Questi ver­set­ti iniziano col­l’indi­car­ci il per­ché pre­oc­cu­par­si è una sfi­da uni­ver­sale. “L’amore di Cristo, infat­ti, ci possiede; e noi sap­pi­amo bene che uno è mor­to per tut­ti … per­ché quel­li che vivono non vivano più per se stes­si ma per Colui che è mor­to e risor­to per loro.” (2 Cor­inzi 5,14–15)

Nelle dieci parole che ho evi­den­zi­a­to, Pao­lo fa un’im­por­tante osser­vazione su quan­to il pec­ca­to alteri fon­da­men­tal­mente l’ap­proc­cio di ogni per­sona alla vita. Sono nato per vivere per qual­cosa di molto più grande di me stes­so. Sono sta­to cre­ato per vivere per Dio – il Suo reg­no e la Sua glo­ria. Sono sta­to cre­ato per trovare la mia iden­tità, il mio sig­ni­fi­ca­to, scopo e il mio sen­so inte­ri­ore di benessere. Sono sta­to cre­ato per trovare la ragione per fare quel­lo che fac­cio e per trovare la cal­ma da Dio men­tre lo fac­cio. Ma il pec­ca­to por­ta ognuno di noi a vivere per noi stes­si, in altre parole, a ridurre le nos­tre vite alle dimen­sioni delle nos­tre vite. Il pec­ca­to riduce il cam­po dei nos­tri sog­ni e ci fa pre­oc­cu­pare per i nos­tri desideri, i nos­tri bisog­ni e le nos­tre emozioni. Il pec­ca­to ci por­ta a con­cen­trar­ci su noi stes­si, a essere pre­oc­cu­pati per noi stes­si e moti­vati da noi stes­si.

Cosa c’en­tra questo con la pre­oc­cu­pazione? Tut­to! Come risul­ta­to del pec­ca­to, non con­net­ti­amo più la nos­tra pace inte­ri­ore a un Dio che è la definizione di saggez­za, potere e amore e che mai e poi mai cam­bierà. No, sen­za ren­der­ci con­to di ciò che abbi­amo fat­to, iniziamo a cer­care la nos­tra iden­tità, il nos­tro sig­ni­fi­ca­to, scopo e sen­so inte­ri­ore di benessere. Guardiamo alle situ­azioni e relazione dis­trutte e in con­tin­uo cam­bi­a­men­to di questo mon­do per il nos­tro scopo e per la nos­tra cal­ma inte­ri­ore. Le cose che non sono state cre­ate per donar­ci la pace e sulle quali non abbi­amo con­trol­lo alcuno diven­tano il nos­tro Mes­sia di ricam­bio. E gli chiedi­amo di fare per noi ciò che solo Dio è in gra­do di fare. Vedete, questo è quel­lo che suc­cede: le cose impor­tan­ti (come la famiglia, il lavoro, la casa, i sol­di ecc…) diven­tano più impor­tan­ti per noi in quan­to diven­tano il luo­go dove cer­chi­amo la cal­ma. Cal­ma che non ci viene data, quin­di diven­tano la ragione del­l’in­fini­to ciclo di pre­oc­cu­pazione, ansia e pau­ra che, fran­ca­mente, fan­no parte del­la vita quo­tid­i­ana di trop­pi cre­den­ti. Il vostro lavoro è impor­tante, ma non deve essere definire la vos­tra iden­tità e, quan­do lo fa, diven­ta la causa di un’in­fini­ta ansia. Il vostro mat­ri­mo­nio e le vostre relazioni sono impor­tan­ti ma non devono essere il luo­go in cui cer­care la cal­ma inte­ri­ore. Ecco cosa ci dicono le Scrit­ture. La pre­oc­cu­pazione che ci giu­da o ci par­al­iz­za, riv­ela molto più quel­lo che abbi­amo den­tro di noi che quel­lo che si tro­va al di fuori di noi. E, con­tin­uan­do questo dis­cor­so, il prossi­mo pas­sag­gio, Mat­teo 6,19–34, è d’aiu­to.

Reg­ni, tesori e pre­oc­cu­pazione

Mat­teo 6,19–34 è uno dei pas­sag­gi del­la Bib­bia più conosciu­ti riguar­do l’an­sia e la pre­oc­cu­pazione. (Per­ché non fate una pausa per leg­gere il pas­sag­gio ora?) Chi non conosce le parole “e chi di voi, per quan­to si pre­oc­cu­pi, può allun­gare anche di poco la pro­pria vita?” (v. 27) o “non pre­oc­cu­pat­e­vi dunque dicen­do: ‘Che cosa man­ger­e­mo? Che cosa berre­mo? Che cosa indosser­e­mo?’” (v. 31). Leggen­do questo pas­sag­gio nel­la sua interez­za, vedete imme­di­ata­mente che è molto di più che un’anal­isi del­la pre­oc­cu­pazione. È, in realtà, un’in­ter­pre­tazione det­tagli­a­ta del­la guer­ra tra il reg­no di Dio e il reg­no del­l’e­go­is­mo. È pro­prio così, per­ché par­la del­la pre­oc­cu­pazione. Ci inseg­na che dietro ogni momen­to di pre­oc­cu­pazione si nasconde una guer­ra per il cuore. Ed essa è in atto sia se i nos­tri cuori sono, di fat­to, gui­dati dal reg­no di Dio, che se sono gui­dati da quel­lo del­l’e­go­is­mo.

A causa del pec­ca­to, le nos­tre dif­fi­coltà con il reg­no del­l’e­go­is­mo sono così intense e sedut­tive che Cristo pas­sa la mag­gior parte del Suo tem­po a inter­pretare lesue dinamiche (vv. 19–32). Ma è solo alla pri­ma paro­la del ver­set­to 33, “Ma”, che arriv­i­amo alla svol­ta del pas­sag­gio e veni­amo chia­mati a vivere per il reg­no di Dio. Quel­lo che essen­zial­mente Cristo dice, è che il reg­no del­l’e­go­is­mo è guida­to da una ricer­ca dei tesori ter­reni e dei bisog­ni legati all’an­sia. Il reg­no del­l’e­go­is­mo riduce la vita a un insieme di tesori fisi­ci ed empiri­ci e una lista di bisog­ni per­son­ali. In questo reg­no vivi­amo per essere sicuri di ottenere ciò che vogliamo e sod­dis­fi­amo i nos­tri bisog­ni. Ora, pri­ma che dici­ate, “Beh, Pao­lo, io non vivo in questo modo!” las­ci­ate che vi fac­cia una doman­da: in quest’ul­ti­mo mese, quan­to la vos­tra pre­oc­cu­pazione ha avu­to a che fare con il reg­no di Dio?

Vor­rei incor­ag­gia­rvi a con­sen­tire umil­mente a questo pas­sag­gio di essere uno spec­chio nel quale vedere le cose di voi stes­si che altri­men­ti non potreste vedere. Cristo usa una paro­la che cat­tura i nos­tri cuori all’at­ten­zione: tesoro. Pen­sate a ques­ta paro­la. Ci sono pochi tesori nel­la vita che han­no un val­ore intrin­seco. Alla mag­gior parte dei tesori è sta­to asseg­na­to un val­ore. È per questo che il vec­chio prover­bio dice “La bellez­za è negli occhi di chi la guar­da”. Per esem­pio, per­ché un con­to di 20 dol­lari vale 20 dol­lari? Non è per­ché li con­tiene al suo inter­no. No, il loro val­ore è asseg­na­to. Allo stes­so modo state asseg­nan­do un val­ore alle cose del­la vos­tra vita. È impos­si­bile per gli uomi­ni non far­lo. Gesù ci ha avver­ti­ti di stare atten­ti a ciò a cui diamo un val­ore in quan­to quel­lo che chi­ami­amo “il nos­tro tesoro” con­trollerà i nos­tri cuori e quin­di il nos­tro com­por­ta­men­to.

Come si col­le­ga questo alla pre­oc­cu­pazione? La con­nes­sione è ovvia e potente. Pre­oc­cu­pazione e cal­ma riv­e­lano sem­pre i veri tesori del nos­tro cuore. Siete più cal­mi se ciò che amate di più al mon­do è al sicuro e vi pre­oc­cu­pate quan­do questo è in ris­chio. Cosa riv­ela il vostro mon­do di pre­oc­cu­pazione riguar­do ai veri tesori del vostro cuore?

Ma, in questo pas­sag­gio, Gesù qual­cosa che è più ten­ta­tore – il bisog­no. La vos­tra vita è plas­ma­ta da ciò di cui dite di avere bisog­no. Se bisog­no sig­nifi­ca “essen­ziale per la vita”, definire qual­cosa un bisog­no è un sig­ni­fica­ti­vo impeg­no del cuore. Se siete con­vin­ti che qual­cosa è un bisog­no, allo­ra sem­bra gius­to aspet­tar­si di aver­lo e sem­bra nat­u­rale pre­oc­cu­par­si del fat­to di non poter­lo ottenere. Forse una delle parole più super­fi­ciali usate dagli esseri umani è la paro­labisog­no. La mag­gior parte delle cose che con­sid­e­ri­amo bisog­ni, non lo sono. E Gesù vi direbbe che le cose delle quali avete vera­mente bisog­no vi ver­ran­no mis­eri­cor­diosa­mente date dal Padre celeste.

Quin­di l’asseg­nazione dei bisog­ni si col­le­ga alla pre­oc­cu­pazione in due modi. Pri­mo: ten­derete a pre­oc­cu­parvi quan­do attribuirete la vital­ità del­la vos­tra vita alle cose di cui non avete vera­mente bisog­no e che non potrete mai con­trol­lare. Sec­on­do: ten­derete a pre­oc­cu­parvi per le cose di cui avete vera­mente bisog­no quan­do dimen­ticherete il vostro Padre celeste e il Suo pat­to d’amore al quale ha sem­pre tenu­to fede. Il vostro Padre è sovra­no, sag­gio, gen­eroso e potente. Reg­na su tutte le cose per il bene del­la Sua chiesa (Efesi­ni 1,15–23). Se non ci avesse dona­to Suo Figlio, non ci avrebbe potrebbe donare lib­era­mente tut­to quel­lo di cui abbi­amo real­mente bisog­no (Romani 8,31–32)?

Cal­ma e guer­ra

Sono pro­fon­da­mente per­sua­so del fat­to che la cal­ma per­son­ale reale e duratu­ra del cuore pos­sa essere trova­ta nel­la facil­ità delle cir­costanze. Anche nelle migliori situ­azione in questo mon­do cadu­to in dis­grazia, il vostro cuore sarà capace di trovare motivi per cui pre­oc­cu­par­si. La cal­ma inte­ri­ore del­l’an­i­ma e la duratu­ra pace del cuore si pos­sono trovare quan­do Gesù e il Suo reg­no sono i vostri più gran­di e pro­fon­di tesori. Quan­do trovate il vostro sig­ni­fi­ca­to e scopo nel­l’i­nar­resta­bile lavoro del Suo reg­no, quan­do affi­date la vos­tra iden­tità nelle Sue mani e il vostro sen­so inte­ri­ore di benessere nelle sicure fon­da­men­ta delle Suo promesse per incon­trare tut­ti i vostri bisog­ni, potrete riposare anche quan­do le situ­azioni e le relazioni intorno a voi saran­no dis­trutte.

Scon­fig­gere la pre­oc­cu­pazione non sig­nifi­ca sper­are che domani andrà meglio. Sig­nifi­ca essere un buon solda­to nel­la guer­ra per il cuore, com­bat­tere la ten­tazione di legare la pace del vostro cuore a cose che per loro natu­ra sono tem­po­ra­nee e che, quin­di, non sono state cre­ate per donare la pace duratu­ra (vedi Mat­teo 6,19). Sig­nifi­ca, invece, ali­menta­re l’an­i­ma con le promesse e i doni del vostro Padre celeste. Sig­nifi­ca riflet­tere pri­ma di con­sid­er­are una cosa un bisog­no, vivere per qual­cosa più grande di noi, donare l’amore e l’at­ten­zione del nos­tro cuore al Re e al Suo reg­no e com­bat­tere l’istin­to di costru­irne uno nos­tro in miniatu­ra. Il reg­no del­l’e­go­is­mo non vi darà mai la cal­ma in quan­to non ha la capac­ità di sod­dis­fare i desideri del vostro cuore.

Nel­la grot­ta, Davide ave­va ragione nel dire “per­ché Tu solo, Sig­nore, fiducioso mi fai riposare” (Salmo 4,8). È come se Davide stesse dicen­do “La mia pace non risiede in un luo­go, in una relazione o in una cir­costan­za; risiede nel Sig­nore. Per­ché sono tan­to libero dal­la pre­oc­cu­pazione in ques­ta grot­ta quan­to lo ero a palaz­zo!”. Si, Davide era addo­lorato come ogni padre lo sarebbe sta­to al suo pos­to e no, non sape­va come le cose si sareb­bero evo­lute. Ma tra queste domande e gli spasi­mi del dolore, il suo cuore era tal­mente cal­mo da per­me­t­ter­gli di dormire.

Pre­oc­cu­pazione e cal­ma riv­e­lano sem­pre i veri tesori dei nos­tri cuori e in ques­ta battaglia non siamo soli in quan­to il Re che siamo chia­mati a servire è anche Emmanuele. Lui è sem­pre con noi e com­bat­te per noi con la Sua grazia.

 

 

Fonte: http://it.gospeltranslations.org/wiki/Pensare_in_modo_biblico_quando_si_tratta_di_preoccupazioni