Tempo di (ri)scoprire gli Ebrei

Gesù è il più grande!Di Sin­clair Fer­gu­son

Di tutte le nuove let­tere del Nuo­vo Tes­ta­men­to, gli Ebrei sem­bra­no essere per molti cris­tiani strani e diver­si. Qui entri­amo nel mon­do di Melchisedek e Aronne, degli angeli e di Mosè, dei sac­ri­fi­ci e dei sac­er­doti. Sem­bra tut­to così Anti­co Tes­ta­men­to, così intri­ca­to, e anche che con­fonde.

Se è così, è il momen­to di (ri)scoprire gli Ebrei. Ma come?

Guardando il grande quadro

Una delle prime cose da fare quan­do si stu­dia un libro del­la Bib­bia è di cer­care di guardare “il grande quadro.” Il sec­on­do e più sem­plice meto­do (ma di soli­to il migliore) per far­lo è quel­lo di sfogliare il libro, notare le divi­sioni nat­u­rali, iso­lare i temi prin­ci­pali, e scri­vere una breve descrizione del­l’ar­go­men­to o del­la tra­ma.

Il modo più sem­plice (ma in realtà al sec­on­do pos­to!) per i let­tori di Tabletalk è (ovvi­a­mente) solo quel­lo di con­sultare la pro­pria Bib­bia di stu­dio per i rifor­mati. Qui tro­vi­amo le linee prin­ci­pali sen­za far sforzi.

Ma un meto­do del com­pro­mes­so potrebbe essere un buon pun­to di parten­za: tentare le nos­tre linee prin­ci­pali, con­sultare il nos­tro stu­dio del­la Bib­bia, e quin­di con­frontare gli appun­ti.

In realtà, il grande quadro degli Ebrei è abbas­tan­za sem­plice. In parole povere, è “Gesù è il più grande.”

Gesù è: più grande degli angeli (capp. 1–2), più grande di Mosè (3:01–04:12), più grande dei sac­er­doti e dei som­mi sac­er­doti (4:13–07:28), e più grande dei sac­ri­fi­ci del­l’An­ti­co Tes­ta­men­to (capp. 8–10).

Poiché questo è così, come quegli eroi del­la fede che atten­dono la venu­ta del Mes­sia, abbi­amo bisog­no di: tenere gli occhi su di Lui, men­tre per­se­ve­ri­amo nel­la fede (capp. 11–12) e di vivere insieme come una comu­nità del­l’al­lean­za ( cap. 13).

Se ci per­diamo nei det­tagli, il libro degli Ebrei ci sem­bra essere come un lun­go labir­in­to. Ma se cogliamo il quadro gen­erale, vedremo per­ché l’au­tore pen­sa­va di aver “scrit­to … solo una breve let­tera” (13:22, NIV).


Diamanti scintillanti

In questo quadro ci sono tesori ines­tima­bili da trovare. Qui ci sono cinque dei gioiel­li:

In pri­mo luo­go, gli Ebrei sono una let­tera che è piena di Gesù e ci mostra­no la Sua glo­ria. Più si legge la let­tera, più ci ren­di­amo con­to che non si trat­ta di angeli, Mosè, Melchisedec, Aronne, o del cul­to del­l’al­lean­za. La ver­ità è che Dio ha ordi­na­to il cor­so del­la sto­ria di reden­zione e che riguardano tut­ti Gesù.

In sec­on­do luo­go, gli Ebrei ci aiu­tano a vedere come il rap­por­to tra la vec­chia e la nuo­va allean­za sia una di unità e diver­sità. L’au­tore ci dice questo pro­prio all’inizio: “Molto tem­po fa,” molte volte ed in molti modi, Dio ha par­la­to ai padri, ma lo ha fat­to per mez­zo dei pro­feti. “In questi ulti­mi giorni,” Dio ci ha par­la­to, e lo ha fat­to per mez­zo del Figlio. In queste due affer­mazioni si rias­sume l’in­tero mes­sag­gio del­la Bib­bia: La riv­e­lazione del­l’An­ti­co Tes­ta­men­to è fram­men­taria e com­pos­ta da più ele­men­ti; Gesù è com­ple­to e defin­i­ti­vo. Egli riv­ela Dio per­fet­ta­mente, per­ché Egli è “lo splen­dore del­la glo­ria di Dio e l’im­pronta esat­ta del­la sua natu­ra” (1:3).

L’An­ti­co Tes­ta­men­to è pieno di copie ed ombre (9:23; 10:1). Gesù è l’o­rig­i­nale e la realtà.

In ter­zo luo­go, gli Ebrei descrivono in modo com­movente la realtà del­l’u­man­ità di Gesù. In un pri­mo momen­to, se ci impan­ta­ni­amo nel­la scarsa conoscen­za del sis­tema leviti­co, potrem­mo non notar­lo. Ma bas­ta rileg­gere, e sarà chiaro.

Il Figlio di Dio si è fat­to come noi, ha con­di­vi­so la nos­tra orig­ine umana, è sta­to ten­ta­to, ha sper­i­men­ta­to la sof­feren­za, e ha conosci­u­to la morte (2:10, 11, 14, 18). E’ diven­ta­to un fratel­lo per noi (v. 17). Ecco per­ché Egli è in gra­do di aiutare chi viene ten­ta­to (v. 18).

Il Figlio di Dio ha con­di­vi­so la nos­tra debolez­za e ha por­ta­to in cielo l’u­man­ità stes­sa in cui ha conosci­u­to. Per mez­zo di Lui pos­si­amo arrivare con fidu­cia al trono di Dio, sapen­do che è la mis­eri­cor­dia di essere trovati lì per la nos­tra debolez­za e la grazia per i nos­tri pec­ca­ti (4:14–15).

Il Figlio di Dio è diven­ta­to un uomo di preghiera e di lacrime. La Sua obbe­dien­za è sta­ta eserci­ta­ta nel­la sof­feren­za. Pos­si­amo fidar­ci di Lui come la fonte del­la nos­tra salvez­za (5:7–9).

In quar­to luo­go, gli Ebrei espon­gono mer­av­igliosa­mente la glo­ria di Gesù ‘. Ogni capi­to­lo pun­ta su questo. Vale la pena di pren­der­si il tem­po sem­plice­mente per leg­gere i gran­di testi. Questi includono gli Ebrei 1:3, 2:9; 3:3; 4:14; 5:9; 6,20; 7,22; 8:1; 9:15; 10:12, 11:40–00:02, e 13:08. Gesù è “lo stes­so ieri, oggi e in eter­no”, cioè, Egli è Colui che era fram­men­tario e pre­lim­i­n­ar­mente riv­e­la­to nel­l’an­ti­ca allean­za, è sta­to pien­amente riv­e­la­to nel nuo­vo, e sarà final­mente riv­e­la­to nel­l’escat­olo­gia (alla fine dei giorni).

In quin­to luo­go, gli Ebrei ci par­lano a una grande sen­si­bil­ità pas­torale. Rap­p­re­sen­tano, dopo tut­to, una “paro­la di esor­tazione” o incor­ag­gia­men­to. Sono real­is­ti­ci nel­la sof­feren­za, nel­la pau­ra di per­se­cuzione, nel peri­co­lo di scor­ag­gia­men­to, nelle lotte che abbi­amo con­tro il pec­ca­to, nel­la pos­si­bil­ità di travi­a­men­to, nel­la par­al­isi spir­i­tuale prodot­ta dal­la voce di con­dan­na del­la coscien­za, e nel­la pos­si­bil­ità che potrem­mo non avere garanzie. Il loro rime­dio per ogni malat­tia spir­i­tuale è dichiara­to in una teolo­gia carat­ter­iz­za­ta da una grande sem­plic­ità che si sposa ad una ric­ca com­p­lessità:

Fis­sate lo sguar­do su Gesù, l’A­pos­to­lo e Som­mo Sac­er­dote del­la nos­tra vocazione, il fonda­tore e per­fezion­a­tore del­la nos­tra fede (3:1, 12:2). Vedere tut­to alla luce di chi è Gesù, quel­lo che ha fat­to, e ciò che Egli oggi con­tin­ua a fare. Non potete sbagliare.

Fonte: http://it.gospeltranslations.org/wiki/Tempo_di_(ri)scoprire_gli_Ebrei